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  • Immagine del redattorePasquale Buonpane

Uccelli del Matese: l'Averla capirossa (Lanius senator Linnaeus, 1758).


 


Tra le specie nidificanti di maggior pregio naturalistico dell'area del Matese vi è senza dubbio l'Averla capirossa (Lanius senator Linnaeus, 1758). Non capita spesso di poter osservare questi magnifici uccelli sul Matese, si tratta di una specie tutt'altro che comune che oltretutto alle montagne preferisce le zone di pianura e quelle collinari. Nidifica infatti di preferenza dal livello del mare fino a circa 500 m di altitudine.


Lanius senator (Laniidae) è un passeriforme che nidifica in un ampio areale comprendente gran parte dell'Europa occidentale e meridionale, dalla penisola Iberica all'Ucraina ed è presente inoltre nei paesi del nord Africa spingendosi a oriente fino alla Turchia e all'Iran. Come tutte le averle l'Averla capirossa presenta una larga mascherina nera che copre l'occhio ma si distingue facilmente dalle altre specie per la colorazione del capo e della nuca di un vistoso rosso mattone, colorazione che gli ha valso il nome.



Prettamente migratrice trascorre i mesi più freddi nei quartieri di svernamento a sud del Sahara. Specie politipica, presenta quattro sottospecie: Lanius s. senator, L. s. badius, L. s. niloticus e L. s. rutilans. In Italia oltre alla subspecie nominale è presente Lanius senator badius. La prima nidifica in gran parte della penisola ma è più frequente nelle regioni meridionali e centrali mentre la presenza diviene più discontinua in quelle settentrionali; Lanius senator badius è invece presente nelle isole tirreniche e in alcune aree del Lazio. Le due sottospecie si distinguono principalmente per la presenza di un'ampia e vistosa area bianca sul sopraala che è sempre ben visibile sotto le copritrici primarie in Lanius senator senator mentre è assente o appena accennata in Lanius senator badius.

Questi uccelli frequentano di preferenza le aree rurali aperte, frutteti in aree pianeggianti ricche di cespugli e piccoli alberi sui quali stazionano come vedette pronte a balzare sulle prede costituite soprattutto da insetti e loro larve e secondariamente da lombrichi, lucertole, rane e altri piccoli vertebrati. Questi uccelli mostrano particolare predilezione per alcune rosacee spinose, come il prugnolo ed il biancospino, sulle quali sono solite infilzare le prede come fossero delle vere e proprie dispense.



La nidificazione inizia generalmente a maggio per concludersi a luglio. Nel nido piuttosto voluminoso vengono deposte circa 5 uova. Ad occuparsi della cova è soprattutto la femmina mentre il maschio si preoccupa di fornirgli il cibo. La schiusa avviene dopo circa due settimane, i pulcini vengono allevati da entrambi i genitori e abbandonano il nido all'età di circa 18-19 giorni. Generalmente le coppie portano a termine una sola covata l’anno.


L'Averla capirossa negli ultimi decenni ha subito un marcato declino in tutto il suo areale. Si stima che le popolazioni italiane abbiano subito un calo dell'80% tra il 2000 e il 2010 (fonte IUCN). La specie risulta particolarmente sensibile alla modificazione degli habitat sia nelle aree di nidificazione che nei quartieri di svernamento. Per questo motivo è considerata specie in pericolo di estinzione (EN) nella lista rossa IUCN. In Italia è specie tutelata ai sensi della legge 157/92 ("Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio"), risulta inoltre protetta dalla Direttiva 79/409/CEE "Uccelli" e dalla Convenzione di Berna del 19-9-1979 (Allegato II).

Sul Matese è presente come migratrice e nidificante scarsa. Piccoli nuclei nidificanti sono presenti nella piana del Volturno dove il 13 agosto scorso (2023) sono state scattate le foto che illustrano questa breve nota.







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