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  • Immagine del redattorePasquale Buonpane

Uccelli del Matese: il Nibbio reale (Milvus milvus Linnaeus, 1758).


 

Photo: Donato Mellucci.


Un rapace di rara bellezza, quando si staglia nel cielo è inconfondibile per la straordinaria agilità e rapidità con la quale si muove nell'aria e soprattutto per la caratteristica coda profondamente forcuta che ricorda in grande quella delle rondini. Sul Matese il Nibbio reale (Milvus milvus Linnaeus, 1758) potrebbe essere confuso solo con il "cugino" nibbio bruno (Milvus migrans) che possiede una coda simile, sebbene meno profondamente incisa, tuttavia quest'ultimo ha dimensioni leggermente inferiori, mostra un piumaggio bruno più o meno uniforme ed estremità delle ali che terminano con 6 dita. Al contrario il Nibbio reale presenta una livrea nel complesso più chiara e ricca di tonalità cromatiche: peculiari la testa grigio chiaro, il ventre rossiccio picchiettato di punti scuri e soprattutto la presenza di ampie aree bianche sotto le ali che contrastano con le estremità quasi nere delle stesse che terminano con 5 dita.

Il piumaggio nei due sessi è simile, maschio e femmina si distinguono però per le dimensioni: quest'ultima può raggiungere infatti una lunghezza di 66 cm (60 nel maschio) ed un'apertura alare di 160 cm (mediamente 150 cm nel maschio).


Photo: Donato Mellucci.


Il Nibbio reale è presente in quasi tutta l'Europa centrale e occidentale, in Asia occidentale e in Africa nord-orientale. Le popolazioni più settentrionali in settembre-ottobre migrano verso l'Europa sud-occidentale e il Nord Africa mentre quelle più meridionali, come quelle del nostro paese, sono sedentarie o parzialmente migratrici.

Milvus milvus predilige ambienti in cui aree boscose mature, costituite soprattutto da latifoglie, si alternano ad ampi spazi aperti come campi coltivati e pascoli con vegetazione bassa utilizzati come aree di caccia. Le prede sono rappresentate soprattutto da piccoli mammiferi, uccelli, rettili ed invertebrati ma occasionalmente questo rapace non disdegna la saprofagia.

La stagione riproduttiva ha inizio in primavera. Il nido viene costruito su grossi alberi (raramente su roccia) talvolta riutilizzando quello di altre specie. Vengono deposte in media tre uova che si schiudono scalarmente dopo circa un mese di incubazione. I pulli, accuditi dai genitori, divengono autosufficienti dopo circa 4 mesi.


In Italia si stima siano presenti 300-400 coppie nidificanti di Nibbio reale concentrate soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Particolarmente importanti dal punto di vista numerico le popolazioni della Basilicata. Sul Matese sono note almeno due coppie nidificanti (Fraissinet et al., 2009).

Come tutti i rapaci Milvus milvus è specie protetta elencata in Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE). E' inoltre specie oggetto di tutela secondo l'Articolo 2 della Legge 157/92. La specie in Italia viene classificata come Vulnerabile (VU) nella Lista Rossa IUCN a causa del limitato numero di individui maturi e per la presenza di fattori di minaccia quali il bracconaggio, le modifiche apportate negli ultimi decenni alle pratiche agricole e nell'allevamento del bestiame, l'avvelenamento da piombo (saturnismo) e quello derivante dall'uso di pesticidi, la costruzione di impianti eolici con conseguente perdita di habitat e rischio di collisione.


Photo: Donato Mellucci.


Approfondimenti:

- Fraissinet M., Argenio A., Cavaliere V., Esse E., Janni O. (2009). L'Avifauna del Parco Regionale del Matese (Campania). Picus. 35. 105 - 123.

- Fulco E., Angelini J., Ceccolini G., De Lisio L., De Rosa D., De Sanctis A., Giannotti M., Giglio G., Grussu M., Minganti A., Panella M., Sarà M., Sigismondi A., Urso S., Visceglia M., 2017. Il Nibbio reale Milvus milvus svernante in Italia., sintesi di cinque anni di monitoraggio. Alula XXIV (1-2): 53-61.





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