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Forre di Lavello

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La forza dell'acqua

Lungo il corso del torrente Titerno, tra i comuni di Cusano Mutri e Cerreto Sannita, la forza erosiva dell'acqua, nel corso di milioni di anni, ha scolpito la roccia calcarea creando uno dei luoghi più suggestivi del Matese: le forre di Lavello. Si tratta di uno stretto canyon posto tra il monte Cigno ed il gruppo del monte Erbano, un luogo di rara bellezza ricco di punti di interesse naturalistico e storico. L'intera area è visitabile grazie ad un agevole percorso che ricalca in parte un'antica mulattiera di epoca sannita. Il sentiero che si snoda per gran parte all'interno di un boschetto di querce, carpini e aceri, costeggia il torrente e consente di attraversarlo in tre punti grazie ad altrettanti ponti. Tra questi il più caratteristico è certamente quello noto come ponte del Mulino, realizzato con enormi blocchi di pietra disposti ad arco e che fino agli anni '50 veniva utilizzato per raggiungere un vecchio mulino detto di Zì Fiore.  

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Ponte del Mulino

Grotte e caverne

Tra i punti di interesse delle forre di Lavello è certamente da segnalare la presenza di diverse grotte e caverne: la Grotta delle Fate, di facile accesso è di origine artificiale ed è stata realizzata negli anni 60' nell'ambito di sondaggi effettuati per la costruzione di una diga mai realizzata; la grotta chiusa o dei Briganti presenta un accesso basso e stretto che può presentare qualche difficoltà per i meno esperti; la Caverna dell'elefante, è una depressione nella roccia con stalattiti che ricordano nella forma la testa dell'animale.

Le cavità naturali e artificiali sono elementi di grande interesse sul piano naturalistico. Ospitano infatti diverse specie animali specializzate a vivere negli ambienti ipogei o che li utilizzano come rifugio durante i mesi invernali. Si consiglia, nel visitare le grotte, di porre la massima attenzione agli animali che le abitano limitando al massimo il disturbo, specie nel periodo invernale: svegliare un pipistrello, magari con il flash di una macchina fotografica, può essere estremamente dannoso perché costringe l'animale a consumare inutilmente le energie necessarie per superare il letargo.

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Sopra: l'ingresso della grotta delle Fate; a destra: la caverna dell'elefante.

Alcuni degli animali che si possono incontrare nelle grotte.

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Encephalographa elisae A. Massal.

Sulle rocce compatte in posizioni ombreggiate è possibile osservare questo particolare e raro lichene.

L'ambiente umido e ombroso delle forre di Lavello favorisce la crescita di numerose specie di muschi ed epatiche. Tra queste ultime Corsinia coriandrina (Spreng.) Lindb. (sotto a sinistra) e Conocephalum conicum (L.) Dumort. (a destra)

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Alcune delle specie più rappresentative della flora delle Forre di Lavello

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I sentieri

Le forre sono facilmente raggiungibili dalla strada provinciale che collega Cerreto Sannita a Cusano Mutri. Basta svoltare a sinistra immediatamente prima della galleria del monte Cigno: la strada che costeggia il torrente è chiusa da blocchi di cemento ma si può utilizzare lo spazio nei pressi di questi per parcheggiare le auto e proseguire a piedi. Dopo qualche centinaio di metri si attraversa il ponte e superata la piccola area attrezzata con panchine sulla sinistra si procede lungo i gradoni che scendono nella forra. Da qui inizia il percorso di circa due km che conduce fino al ponte Di Pesco Appeso che consente di tornare sulla strada asfaltata. I punti di interesse sono segnalati per mezzo di frecce e tabelle di legno.

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